Volkswagen Rivista

PENSARE AVANTI

the sounds
of silence.

Che suono deve emettere un motore che in realtà lavora silenziosamente? E come si ottiene questo suono nel vano motore? Una visita agli esperti di Wolfsburg che creano i rumori emessi da una e-Golf in marcia.

Testo Christian Buck
Fotografie Kerim Delikan

Certo, sta arrivando una macchina. O forse no?

Da lontano, il rumore sembra chiaramente quello di un motore, eppure ha qualcosa di diverso. È quello che avvertono molti quando sentono per la prima volta la nuova e-Golf: riescono a distinguere il rumore di una macchina che si sta dirigendo verso di loro, ma si accorgono anche che non si tratta di un veicolo comune.

Gli artefici di questa doppia sensazione sono Gordan Matkovic e i suoi colleghi addetti all’intero sviluppo del veicolo. Tre anni fa, infatti, misero mano a qualcosa che a prima vista sembra piuttosto paradossale: il loro obiettivo era conferire al silenzio un suono inconfondibile. O, più precisamente, iniziarono allora a “dar voce” a una macchina quasi del tutto silenziosa: la nuova e-Golf. Sotto il cofano è un dispositivo elettrico a servire da motore, e questo funziona senza emettere pressoché alcun rumore. Un fatto sicuramente positivo, ma quello che per abitanti e associazioni ambientaliste può essere una cosa gradita, per altri è un problema. “I veicoli elettrici sono così silenziosi che i pedoni spesso non li sentono arrivare”, spiega Matkovic. “Ciò potrebbe comportare rischi sulla strada.”“

Gordan Matkovic e i suoi colleghi equipaggiano la e-Golf con un suono. Nel corso di diversi test, indagano sul rumore che deve emettere un motore in realtà silenzioso.

Soprattutto per chi ha disabilità visive il classico rumore del motore consente di orientarsi per le strade della città. Già da molto tempo le associazioni di categoria hanno richiamato l’attenzione sul problema dei veicoli elettrici silenziosi. Gli USA hanno già reagito, istituendo dal 2017 l’obbligo per cui le auto elettriche dovranno essere acusticamente percepibili, e anche nell’Unione Europea una normativa simile non tarderà di certo ad arrivare. Volkswagen si era già accorta del problema e ha iniziato di propria iniziativa a esaminare un ventaglio di rumori per i veicoli elettrici.

Ma come deve essere, dunque, il sound del silenzio? Qui entrano in gioco Gordan Matkovic e i suoi colleghi: assieme ai rappresentanti dello sviluppo, della distribuzione e della presidenza di Volkswagen, si sono cimentati nella ricerca del suono ideale per la e-Golf. All’inizio, la libertà era quasi sconfinata: grazie alla tecnologia moderna avrebbero potuto, infatti, equipaggiare l’auto con qualsiasi suono immaginabile, tra cui, teoricamente, una carrozza trainata da cavalli, un elicottero o una sega circolare.

La discussione in merito era all’inizio alquanto accesa. “I gusti sono naturalmente diversi e, perciò, all’inizio arrivarono proposte molto varie”, ricorda Matkovic. “Alcuni preferivano il classico rumore di un motore a combustione, altri il suono emesso dal treno superveloce in arrivo, altri ancora volevano qualcosa di completamente nuovo.” Presto fu chiaro che la e-Golf non doveva essere contraddistinta da una suoneria o dal cicalino di un camion in retromarcia, percepito dagli esperti piuttosto come fonte d’inquinamento acustico.

« I veicoli elettrici sono così silenziosi che i pedoni spesso non li sentono arrivare. »

Gordan Matkovic, acustica Volkswagen

La percezione dell’impianto sonoro nel vano motore dentro l’abitacolo deve essere la più smorzata possibile.

Dopo diversi test, raggiunsero un compromesso acustico: il suono della e-Golf doveva essere un mix tra quello di un motore a combustione e di una macchina elettrica. “Il rumore emesso da un’auto classica è noto pressoché a chiunque e può essere ben percepito anche in un ambiente circostante rumoroso”, spiega Matkovic. “E una componente elettrica ci consente di distinguerci e segnalare apertamente che è in circolazione una nuova tecnologia.” Un suono puramente elettrico non produrrebbe l’effetto cui si è abituati: il cervello umano riconosce subito il rumore familiare del motore perché lo abbiamo interiorizzato sin da piccoli quale segnale di allarme nel traffico stradale. “Pertanto, non escludiamo che sarà possibile aumentare gradualmente la componente elettrica in futuro, quando ci saremo abituati al nuovo suono della mobilità elettrica.” Una volta presa questa decisione, gli esperti di acustica si sono recati nello studio per registrare entrambi i suoni. Nella macchina elettrica hanno eliminato dal suono i fischi che potevano risultare sgradevoli e hanno aggiunto frequenze basse, ottenendo un suono pieno con una risposta in frequenza uniforme, che ricorda un treno superveloce in partenza. Per il rumore del motore a combustione ci si è ispirati a un quattro cilindri, dal cui suono i tecnici hanno eliminato, ad esempio, i rumori del generatore e della trasmissione a cinghia. “Avremmo potuto ispirarci, naturalmente, anche a un sei cilindri”, spiega Matkovic. “Ma non sarebbe stato il suono adatto a questa auto – la e-Golf non deve ruggire come una Bugatti.”

Volete scoprire che suono emette la e-Golf? Provatelo!

Volker Wehrmeyer e i suoi colleghi dello sviluppo dell’elettronica si sono occupati di dotare l’auto di un suono. Hanno sviluppato un impianto sonoro che genera il suono sintetico. Il nuovo dispositivo di comando assomiglia a un impianto stereo in miniatura: nella piccola scatola di alluminio è collocato un amplificatore con una potenza di uscita pari a due volte 20 Watt. Inoltre, vi è ospitata una memoria per il file audio e un computer che gestisce correttamente la riproduzione. Più avanti, il dispositivo di comando sarà posto nel vano della radio dietro il display. Gli sviluppatori sono particolarmente orgogliosi dell’altoparlante, che si trova nel vano motore completamente stipato. “Con un alloggiamento compatto dovevamo produrre un suono nitido ed efficace”, racconta Wehrmeyer. “Inoltre, l’altoparlante deve essere molto robusto, perché è esposto a umidità e ad alte temperature.” Assieme allo specialista belga di hi-fi D+M, hanno realizzato un altoparlante dotato di membrana idrorepellente e di un magnete in grado di resistere a temperature che raggiungono anche i 120 gradi. Anche l’alloggiamento in materiale plastico termoresistente è stato realizzato su misura: collocato dietro alla griglia del radiatore, in corrispondenza del fendinebbia destro, sfrutta a perfezione lo spazio limitato e non entra solo nella e-Golf, ma anche in altri modelli Volkswagen.

Il suono dell’auto dipende soprattutto dalla sua velocità: quando è ferma, non si sente nulla. Una volta in marcia, il volume dell’e-sound aumenta inizialmente in modo lineare, per poi rimanere costante a una velocità compresa tra 10 e 30 chilometri orari. A velocità più elevate il volume diminuisce lentamente e, oltre i 50 chilometri orari, l’altoparlante rimane assolutamente muto, poiché già a 40 chilometri orari è il rotolamento delle ruote a generare rumore. Oltre al volume, l’elettronica modifica anche la velocità della riproduzione: maggiore è la velocità della e-Golf e maggiore è l’altezza del suono. Infine, anche il pedale del gas svolge un suo ruolo: quando il conducente lo preme in modo deciso, il suono emesso dall’auto non passa di certo inosservato.

Per ottimizzare i rumori della e-Golf durante la marcia, gli esperti la testano approfonditamente in una sala acustica.

La tecnologia sarebbe naturalmente in grado di fare di più. Non sarebbe un problema, ad esempio, scaricare da Internet suoni nuovi ed equipaggiare l’auto con un suono sempre diverso secondo l’occasione o l’umore. “Ma non è questo che vogliamo”, dichiara Wehrmeyer. “Non intendiamo inscenare nulla: la e-Golf deve emettere il suono di una e-Golf e non di una Porsche.”

 « La e-Golf deve emettere il suono di una e-Golf e non di una Porsche. »

Gordan Matkovic, acustica Volkswagen